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14 Giugno 2011

Lettera ai MPV e CAV di Federvita Piemonte

Ci addolora la strada intrapresa dai vertici del MpVI di escludere e di dividere, la quale, se causa dolori e lacerazioni al nostro interno, offusca all’esterno l’immagine stessa del Movimento per la Vita.

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Carissimi presidenti,
                     vi inviamo la delibera  dell’assemblea  di Federvita Piemonte dell’11 giugno  a Torino e  vi scriviamo questa lettera in  piena consonanza con  i rappresentanti dei MpV e dei CAV che vi hanno partecipato. Tale delibera verrà portata  e letta  da un delegato ( si è pensato al nostro tesoriere, Luigi  Cipolla, presidente del MpV di Chivasso) alla riunione  convocata per il prossimo 18 giugno presso la sede del MpV di Torino alla quale, come si evince dalla delibera stessa, ci permettiamo di chiedervi  di non partecipare. Sappiamo bene che è difficile, anche perché in questi giorni state ricevendo telefonate che   richiedono pressantemente la vostra presenza per costituire una  nuova federazione piemontese.
                    E’ infatti in atto il tentativo  di chiudere  definitivamente  la questione aperta  contro Federvita Piemonte nel Direttivo nazionale del 19/29 marzo dell’anno scorso, con l’accusa di brogli elettorali (mai provati)  e di collusioni con altra  associazione pro life quale Verità e Vita,  attraverso una serie  di  gravi soprusi  che  non tengono in alcun   conto il  diritto, le regole di una giusta democrazia né il rispetto per le persone. Tali infatti  sono   l’esclusione dalla Federazione nazionale  di quindici  MpV e CAV locali e la convocazione  di una riunione per costituire  una nuova federazione regionale, quando già ne esiste una la cui linea è stata  confermata a larghissima maggioranza  nel corso dell’assemblea ordinaria del 12 Marzo 2011, presente l’on. Casini.
                   Sconcertati dai soprusi,  siamo tuttavia  consolati  dalle attestazioni  di simpatia e solidarietà che  ci giungono  da  molte parti,  da associazioni del  Movimento per la Vita italiano e da altre,  ma ci addolora  molto  di più la strada intrapresa dai vertici del MpVI  di escludere e di dividere, la quale,  se  causa  dolori e lacerazioni al nostro interno, offusca all’esterno l’immagine stessa del Movimento per la Vita.  Di ciò  tenteranno  di  addossarci la responsabilità che respingiamo   decisamente  fin d’ora: non abbiamo  noi provocato e voluto  questa vicenda che da più di un anno  ci  vede   come imputati senza che mai  ci  sia  stata contestata un’azione   commessa in contrasto con lo statuto del Movimento per la vita nazionale.
                 Solo l’appartenenza di alcuni membri del direttivo regionale e  di altri  volontari delle nostre associazioni (MpV e CAV)  a Verità  e Vita  è  il motivo  per cui in Piemonte  si assiste a questa epurazione. E’ ben vero che il  Consiglio  Direttivo nazionale   e anche l’ultima assemblea nazionale del MpVI  hanno emesso a maggioranza mozioni e delibere  in tal senso, ma occorre  chiedersi quanto esse siano legittime, non essendoci nello statuto  del MpVi una dichiarata incompatibilità fra l’appartenenza allo stesso  e ad altre associazioni pro life, i cui obiettivi ovviamente coincidano, né potendoci  essere tale incompatibilità senza   palese  violazione di quei diritti della persona  (libertà  di opinione, libertà di associazione etc.) sanciti dalla Costituzione.    Noi del Movimento per la Vita  sappiamo bene che non  basta che una maggioranza voti una legge   ingiusta, quale per  esempio la 194,  perché questa automaticamente  diventi giusta.

                  Un  ultima  considerazione sulla  mia posizione.    Solo per amore di pace  avevo, nello scorso mese di ottobre, presentato le mie dimissioni dalla vicepresidenza  del Comitato Verità  e Vita che risale alla  fondazione dello stesso,  nel febbraio del 2004, cosa  mai  celata  e ben nota alla presidenza  del  Movimento  per la vita Italiano, ma solo dal marzo del 2010 dichiarata incompatibile con la presidenza  di Federvita Piemonte, da me assunta per altro l’anno precedente.  La pressione contro Federvita Piemonte non è tuttavia  cessata, come tutti  sappiamo,  in quanto  nel mese successivo sono  cominciate le ispezioni che hanno portato alla delibera di espulsione dal MpVI delle  quindici associazioni, che a tutti gli effetti rimangono soci di FederVita Piemonte, essendo il coordinamento un soggetto giuridico autonomo. Essendo le mie dimissioni  state  respinte  all’unanimità dall’assemblea del Comitato Verità e Vita, rimando alle considerazioni  del precedente paragrafo  per quanto riguarda la mia presunta  incompatibilità a ricoprire    cariche ai vertici di due associazioni   per la vita  i cui scopi  statutari coincidono.  Ben altre sono le incompatibilità.
                     Condividiamo in questo momento con tutti voi  amarezza, dispiacere, preoccupazione,  stanchezza per questa  pesante   situazione   che dura  da più di un anno e, certi  di non aver commesso  alcunché  di  disdicevole  e contrario  a quello che da sempre è il nostro   obiettivo di  promuovere la cultura della vita  e  di strappare bambini all’aborto volontario, ci auguriamo  che alla fine prevalga  quel senso   del diritto e della giustizia che non può non  connotare l’opera di un movimento per la vita.

Torino, 11  giugno 2011                                    La presidente  e il  consiglio direttivo
                                                                                     di Federvita Piemonte
          

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