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5 Settembre 2012

Il Movimento per la Vita Italiano ostracizza il lavoro decennale di alcuni Centri di aiuto alla Vita

Il Movimento per la Vita Nazionale censura diversi Centri di Aiuto alla Vita. Il rischio è quello di penalizzare le donne incinta ed i loro bambini.

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Al Presidente del Movimento per la Vita
E p.c. ai membri del Consiglio Direttivo del MpVI
Ai MpV e CAV del Piemonte
Agli operatori di SOS Vita

Il 18 luglio il Movimento per la Vita Italiano ha messo on line l’elenco dei Centri di Aiuto alla Vita (CAV) che operano nel nostro Paese e i rispettivi recapiti “Credo che si tratti di una facilitazione importante per la donna che ha bisogno di noi” recita il comunicato stampa a firma del responsabile dell’Area Comunicazione del MpVI.
E’ questa certamente un’innovazione rispetto all’indirizzario cartaceo distribuito per il passato alle associazioni del MpVI ed accessibile quindi solo agli associati, ed è certamente un servizio importante reso alle donne che devono trovare in fretta chi le aiuti a far fronte ad una gravidanza che crea problema e che si teme di non poter portare a termine. L’aiuto si trova on line ed è facilmente accessibile, in quanto segnala il CAV più vicino cui rivolgersi.

Non così, purtroppo, per le donne di alcune aree del Piemonte, le quali non troveranno nessun aiuto nella loro zona.
Sì, perché dall’elenco in questione sono stati stralciati alcuni CAV che da sempre si impegnano nella lotta per strappare bambini all’aborto volontario, reperibili fino a ieri nell’indirizzario del MpVI.
Il motivo di questa esclusione è presto detto: sono i CAV colpiti da espulsione per non aver firmato l’atto di abiura al Comitato Verità e Vita, preteso dalle tre ispettrici che hanno visitato uno per uno CAV e MpV del Piemonte, esigendo la firma ad un documento che richiedeva fedeltà al MpVI ( ma chi l’aveva mai messa in discussione?) e la presa di distanza dal Comitato verità e Vita.

A questa sorte è stato accomunato anche il lombardo CAV di Melzo, in quanto aderente a Verità e Vita.

Invano è stato fatto ripetutamente rilevare, anche attraverso ricorsi formali, che lo statuto della Federazione nazionale dei MpV e dei CAV non prevede impedimento alcuno all’adesione delle associazioni federate anche ad altri organismi – va da sé in linea con gli obiettivi - , tanto che alcune di esse hanno a suo tempo aderito a Scienza e Vita, e che le espulsioni in questione siano state comminate a suon di delibere del consiglio direttivo al di fuori di qualunque procedura eventualmente prevista dallo statuto.

Siamo di fronte ad un ostracismo puntiglioso che non si arresta neppure davanti al rischio di penalizzare una donna incinta e il suo bambino.

Un ostracismo che non fa onore al MpVI cui chiediamo di porre rimedio, inserendo nell’elenco i CAV esclusi e le rispettive Case di accoglienza, in modo da garantire un adeguato e pronto soccorso alla donna in difficoltà, consentendo anche agli operatori di SOS Vita di segnalare l’esistenza dei CAV in questione a chi si rivolge loro per chiedere aiuto.

Torino, 4 settembre 2012

la presidente di Federvita Piemonte
Marisa Orecchia

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