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Mons. Germano Zaccheo

 

Un vescovo per la vita: non troviamo una definizione migliore per ricordare il nostro carissimo pastore, Mons. Germano Zaccheo, che ci ha lasciati improvvisamente orfani il 20 novembre 2007. Noi del Movimento per la Vita e del Centro di Aiuto alla Vita ci sentivamo—ed eravamo—particolarmente amati e seguiti da lui, che ci sosteneva nella difficile battaglia per la difesa della vita.

Ho partecipato alla veglia funebre, dove in tanti hanno portato una breve testimonianza: ciò che accomunava i vari ricordi è il fatto che ognuno, come noi, si sentiva un po’ ‘il prediletto’, e davvero era così. Di fronte a mons. Germano ci si sentiva amati in modo unico. Sapeva amare da Dio!

Ma noi lo ricordiamo “per la vita”. Camminatore instancabile, in testa alle fiaccolate del 25 marzo, quando salivamo il monte di Crea pregando con lui; allegro compagno di tavola alle nostre cene sociali; prezioso consigliere nei colloqui quasi mensili che ci concedeva; amico e collaboratore convinto delle nostre varie iniziative; profeta di fuoco quando nelle sue omelie alzava la voce per denunciare gli innumerevoli delitti commessi con l’aborto e la fecondazione artificiale.

Difficilmente perdeva l’occasione di inserire nei suoi discorsi, articoli e omelie il tema della vita, con coraggio unico, in modo opportuno e non opportuno. Spesso parlava a braccio, per cui ci siamo persi molti di questi interventi. Ricordo un episodio particolare, alla fine della processione solenne del Corpus Domini nel 2004: era un giugno caldissimo e l’aria era invasa di zanzare; rientriamo in duomo, mons. Zaccheo appoggia con delicatezza l’ostensorio sull’altare e si inginocchia in silenzio. A quel punto ci si aspettava una bella preghiera di adorazione, e invece il vescovo comincia a tuonare contro la appena approvata legge 40 sulla fecondazione artificiale. Non ricordo le sue parole, solo la sua voce che risuonava forte nelle navate. Non sentivo più zanzare, stanchezza e caldo, ma solo la fierezza di essere ‘figlia’ di un vescovo tanto coraggioso.

Non ricordo, dicevo, le parole di quella sera, ma più volte mons. Zaccheo è intervenuto sull’argomento. Ad esempio nel 2005: tutti ricordiamo il referendum proposto per abolire la legge 40, referendum fallito per l’astensione di massa proposta da tutte le parti cattoliche. Anche noi, naturalmente, ci siamo schierati per l’astensione, ma mettendo bene i puntini sulle ‘i’: giudichiamo questa legge iniqua e falsa, perché permette la produzione dell’uomo, ma non vogliamo che venga ulteriormente peggiorata. Il fallimento del referendum provocò reazioni di esultanza in tutto lo schieramento cattolico. Alcuni titoli di giornali inneggiavano addirittura alla vittoria dell’embrione e della vita.
L’unica voce fuori dal coro è stata quella del nostro vescovo, con un forte articolo pubblicato dal settimanale diocesano “La vita casalese”, dal titolo: “C’è poco da esultare”.

Ma già l’anno precedente aveva diffuso un altro articolo sulla Fivet, molto forte e chiaro fin dal titolo “Giù le mani!”, nel quale inoltre analizzava le statistiche dell’aborto in Piemonte, commentando con amarezza “quel clima di indifferenza culturale nei confronti di un esecrando delitto, che è poi il brodo di coltura da cui nasce la mentalità generalizzata, incline a considerare la pratica dell’aborto come qualcosa di ineluttabile”.
A conclusione riportava alcuni pensieri di Norberto Bobbio per dimostrare che “è ora di smetterla di far credere alla gente che sui temi della vita debba esserci opposizione fra laici e cattolici”.

Quante volte l’abbiamo sentito ribadire questo concetto! Ad una veglia con i giovani fidanzati in duomo aveva affermato chiaramente che “non è necessario essere credenti per difendere la vita, basta essere uomini!” .

Abbiamo lavorato a lungo, dopo la sua morte, per raccogliere tra i suoi scritti i passi più significativi sui temi della difesa della vita - e sono davvero tanti! – e siamo giunti a mettere insieme il presente libretto, in modo che questo prezioso materiale non cada nel dimenticatoio.
Tra le varie combinazioni possibili, abbiamo scelto per semplicità di presentarle in ordine cronologico, evidenziando anche alcune frasi più significative.
Siamo coscienti dei limiti di questa pubblicazione: chissà quanti testi ci sono sfuggiti, senza contare i numerosi discorsi a braccio che per sventatezza non abbiamo registrato. Se qualcuno volesse aggiungere altro materiale a questo, ne saremmo molto grati.
Come volontari del Movimento per la Vita e del Centro di Aiuto alla Vita abbiamo anche deciso di sottoscrivere una adozione prenatale a distanza con il Progetto Gemma, a nome di Mons. Zaccheo, così che il suo amore per la vita nascente si perpetui in qualche modo anche in un bimbo strappato all’aborto.

Elena Baldini
Assistente Pastorale per la Vita

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