Autore: Admin Federvita

Intervista a S.E. Carlo Caffarra

Penso che sIa uno dei segni più chiari della degradazione della persona umana e dell’oscurarsi nella coscienza morale del nostro popolo della dignità della persona umana. Perché non dobbiamo mai dimenticare che la sostanza della procreazione artificiale è che si producono delle persone, mentre fino ad un certo periodo della storia si producevano solo le cose, ora si producono anche le persone.

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Un commento al convegno di Marisa Orecchia

Il “bambino in braccio” con la fivet è ancora il privilegio di una coppia su cinque e pertanto questa pratica si connota in realtà come l’offerta di una medicina irresponsabile che, a fronte di risultati così scarsi compie notevolissimi danni, quali la perdita prevista e programmata di percentuali altissime di embrioni (93-95%) e il danno a carica della donna a causa della sindrome da iperstimolazione ovarica che, tra l’altro, riduce a sua volta la ricettività endometriale e influisce negativamente sull’impianto dell’embrione.

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