Intervento di Ermanna Gillia, presidente del CAV di Chivasso, registrato durante il convegno.
Di seguito relazione scritta.
L’ATTIVITA’ DEI CENTRI DI AIUTO ALLA VITA
Ermanna Gillia, Presidente del C.A.V. Chivasso
Quando squilla il telefono del CAV, sempre attivo h 24, posso solo mettermi in ascolto di quella donna che ha deciso di contattarci: c’è in corso una gravidanza inaspettata in un momento sbagliato che la destabilizza,… c’è una difficoltà di relazione con il partner…, c’è una solitudine di relazioni affettive precarie.., c’è un lavoro che si stava avviando…, c’è un problema economico.., c’è una confusione,..
Ecco: sono tanti i motivi per cui una donna si rivolge al Cav. La prima cosa è fissare un appuntamento e accoglierla senza pregiudizi, cercando di ascoltarla fino in fondo, rispettando le ansie, le paure, la dignità della persona stessa. E’ prezioso il rapporto di fiducia e l’empatia che si instaurano fin dal primo incontro.
E poi?.. si cerca di capire qual è il problema del momento, di aiutare quella mamma a credere in quel bimbo che c’è già, in quel cuore che già batte ed accompagnarla in quel tratto di strada della sua vita.
Noi sappiamo quanto sia delicato mettersi accanto a una mamma che vacilla impaurita quando il test di gravidanza è positivo, poiché una vita che si annuncia porta con sé un cambiamento enorme della propria esistenza. E nessuna mamma affronta con leggerezza questa scelta, nella quale spesso è lasciata ipocritamente sola.
Quando attorno alla mamma tanti fattori sembrano impedire lo sviluppo naturale della vita, offriamo un’alternativa e nel tentativo di dare speranza e superare la sua solitudine, stiliamo un progetto di supporto alla sua situazione.
Grazie al Progetto finanziato dal fondo della Regione Piemonte e ai contributi volontari di persone sensibili alla vita nascente, possiamo assicurare alle mamme supporto economico per affitti o bollette inevase, fornire indumenti, visite specialistiche e alimenti per la gestante, procurare corredino e indumenti, prodotti per l’igiene e per l’alimentazione del neonato, attrezzature per l’infanzia, farmaci e quanto si renda necessario per accompagnare la crescita del bimbo da 0 a 3 anni.
Curiamo la collaborazione con le assistenti sociali del territorio, con il consultorio e il personale del reparto di ostetricia e pediatria dell’ospedale di Chivasso.
Negli ultimi cinque anni sono aumentate notevolmente le richieste di aiuto: vengono a bussare anche mamme con il piccolo appena nato, che non sapevano dell’esistenza del Centro di aiuto alla vita.
Il volontariato del CAV è dunque un servizio alla vita nascente, conosce bene le mille domande e tanti dubbi che affollano la mente e il cuore di fronte a tante situazioni difficili, ma tende la mano alla vita di un figlio che c’è, che chiede di vivere con tutte le sue forze , che è e che sarà sempre unico e irripetibile.
Offriamo alle mamme percorsi formativi personalizzati, guidati da specialisti, un aiuto nella gestione dei bambini e della casa, per aiutare a rialzarsi, anche con momenti di socialità… come gli incontri del mese di ottobre o la festa della mamma a maggio con il pranzo multietnico che coinvolge tutta la famiglia, creando così legami solidi e costruttivi.
Cerchiamo di uscire dal paradigma dell’assistenzialismo, ma offrire loro una prospettiva di autonomia.
In quasi 30 anni di presenza discreta ma operosa, abbiamo aiutato più di 250 bambini a venire al mondo e ogni anno seguiamo oltre 50 famiglie che necessitano di sostegno di vario tipo.
Sulle loro storie di ricadute e di rinascita… tante mani operose si allungano al bisogno… con un lavoro prezioso dietro le quinte di chi confeziona corredini per i bimbi in arrivo… o di chi va a comprare il latte che manca… mesi di fatiche ma rivedo l’immensa gioia delle nostre mamme quando ci fanno conoscere il loro bimbo e la riconoscenza per chi le ha aiutate a non cedere alla cultura della morte e a fidarsi della bellezza della vita.
Ricordo quando nel pieno dell’emergenza ad aprile si è presentata una donna, con il suo fardello di solitudine, di paure, di disagio… ricordo il suo sguardo angosciato , una donna che si portava dentro già la ferita di un aborto precedente e la frase del ginecologo: “Signora.. prima decide meglio è.. tanto ora è solo un grumo di cellule”, ingannando così quella fragile madre che portava in sé la vita del figlio e tradendo quel piccolo paziente, che lui sapeva bene essere vivo.
L’abbiamo ascoltata e accolta, noi crediamo che nessun bimbo sia un errore!
Le abbiamo offerto un’alternativa per dire sì alla vita , un aiuto concreto … lei dopo due giorni è tornata e ha stracciato il foglio .. nasce il 24 dicembre di un Natale che non potrà mai essere dimenticato!
Nessuna donna si è mai pentita di aver accolto una vita! E quando quella famiglia, mensilmente, viene da noi a prendere il sostegno mi dice: questo bimbo… grazie a voi! Guarda come si fa bello!
Queste sono le gioie di spendere la vita per il Centro!
Due settimane fa , su segnalazione di un consultorio di zona, ci telefona una mamma per un appuntamento… sento nelle sue parole una donna che vive il conflitto lacerante tra la confusione e il desiderio di maternità… non si presenta all’appuntamento … ma poi richiama. Si presenta alcuni giorni dopo con il marito… hanno già due figli ma ad aprile hanno perso entrambi il lavoro in una piccola azienda … li ascoltiamo, ci raccontano la loro storia e tra le mani girano e rigirano quel foglio con la prescrizione dell’ivg, tra 5 giorni. L’aborto è una strada ma il CAV è la testimonianza che un’alternativa è possibile e che altre strade esistono… Se il problema è di tipo economico… lo supporteremo insieme…Dopo un po’ quella coppia esce , si prendono del tempo e vanno a fare una passeggiata. Se vogliono.. noi ci siamo!
Pensiamo ai neonati indifesi, incapaci di badare a se stessi, fragili come cristalli ma forti come il marmo. La vita va custodita! Il riconoscimento del valore dell’uomo appena concepito rende più profonda ed efficace l’impegno a servizio di ogni vita umana.
Passa poco più di mezz’ora e suona il campanello: rivedo gli occhi lucidi della mamma, l’abbraccio sincero delle nostre volontarie, gli incoraggiamenti, gli aiuti concreti… e un respiro di sollievo: nascerà!


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